'90-'94, Il cambiamento

La storia dei Bon Jovi, a cura di TommyTheWho

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E' il 1992 quando, dopo i vari album solisti di Richie ("STRANGER IN THIS TOWN") e Jon ("BLAZE OF GLORY - YOUNG GUNS II SOUNDTRACK"), la band decide di tornare in studio con nuove energie, un nuovo sound e una sfoltita alle chiome: tutto questo si traduce in "KEEP THE FAITH". Prodotto da Bob Rock (già producer dei Metallica), quest'album é la risposta "bongioviana" al "grunge" dell'epoca nonché la dimostrazione della potenza di questa band. Il disco ottenne tantissimo successo in tutto il mondo tranne che negli Stati Uniti, dominati appunto dai gruppi "grunge-oriented" come i Nirvana, gli Alice In Chains e i Pearl Jam. Dopo dieci anni di attività, nel 1994, la band torna con un doveroso "Greatest Hits" intitolato "CROSS ROAD". Il successo riscosso dalla raccolta, grazie soprattutto alla strepitosa ballad "Always", uno dei due inediti, fu planetario. A seguito della pubblicazione di quest'album (che, ricordiamo, soggiorna per ben 32 settimane in classifica) iniziò subito il tour mondiale, naturalmente tutto esaurito. Proprio mentre tutto sembra procedere a gonfie vele, il bassista Alec John Such abbandona la formazione, lasciando ai compagni la decisione di cosa fare con il prossimo album, ormai pronto per essere pubblicato. Ufficialmente nel gruppo non subentrò nessuno al suo posto, ma i Bon Jovi decidono di avvalersi della collaborazione di un "session-man" già conosciuto: Hugh McDonald, già collaboratore della band, e bisogna ricordarlo, bassista in "Runaway" che, da li in poi, diventerà fino ad oggi parte integrante della band.

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