Recensione
Lavoro pił serioso del precedente di studio e con maggiori ambizioni iniziali: in parte risulta infatti ispirato dai fatti dell'11 settembre 2001. Ascoltando l'album, si nota immediatamente una vera e propria spaccatura: i brani rock sembrano ricercare sonoritą pił moderne e risultano pił aggressivi che in passato, sfoggiando riff cupi e potenti: siamo su territori abbastanza inediti per i Bon Jovi. I brani pił lenti invece mostrano un'atmosfera riflessiva, con un sapore forse un po' pił cantautoriale che non nel precedente album. Tuttavia la produzione, forse un po' invadente, toglie respiro ad alcuni pezzi che avrebbero forse beneficiato di un trattamento pił "minimalista". Non mancano le incursioni nel pop rock da classifica, come nel singolo di buon successo, "Misunderstood". Il disco ottiene un discreto riscontro di pubblico ma non paragonabile al precedente, ed anche una parte di fans risulta perplessa per la scelta tardiva di escludere dall'LP alcuni brani di ottimo valore (poi ripescati come b-sides), in favore di altri pił controversi. Comunque, l'album snocciola diversi episodi notevoli, a partire dall'eccellente trittico iniziale, con l'anthem "Undivided", il singolo "Everyday" e "The Distance".





















