Recensione
Si tratta di una raccolta di vecchi successi del gruppo, suonati nuovamente con inediti arrangiamenti semi acustici, in generale più intimisti rispetto alle composizioni originali. Nonostante l'idea di base piuttosto originale, Il disco non riscuote molto successo presso i fans, soprattutto per via della qualità altalenante delle riproposizioni da un punto di vista di arrangiamenti stessi ed interpretazione. Alcuni brani escono tuttavia dal "trattamento" in modo nuovo ed inaspettato, ad esempio "Everyday", "It's My Life" e "You Give Love A Bad Name". Molto discusso invece il singolo di lancio, una "Wanted Dead Or Alive" tirata a lucido con suoni campionati e violenti riff, che sembra un po' ricordare nel suo andamento il famoso brano dei Led Zeppelin, "Kashmir". Anche le nuove versioni di famose ballads del passato, come "Always" e "I'll Be There For You" vengono criticate, così come indigesta è sembrata al popolo dei fans la partecipazione dell'attrice Olivia d'Abo alla riedizione di "Livin' On A Prayer".





















